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Placebo


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completo degli
MTV EMA 2004


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Brian Molko
PLACEBO

Negli ultimi anni ho incontrato una marea di vip ma curiosamente non mi sono mai dedicata ai miei idoli. I Placebo sono, da Pure Morning, musicalmente uno dei miei gruppi preferiti, se non il preferito, e tuttora considero Brian la "creatura" più bella che esista, secondo il mio senso estetico.


Giugno 1999 e 2001

Nonostante avessi visto i Placebo sul palco nel 1999 e nel 2001 all'Heineken Jammin' Festival di Imola e nel 2001 in concerto a Roma, non ho mai cercato di vederli da vicino, come mi capita con altri, perché ho sempre considerato Brian "al di sopra"; non ho mai avuto voglia di conoscerlo perché mi bastava l'idea che avevo di lui. Una mia amica è andata a Londra e lo ha incontrato più volte, ma non l'ho mai invidiata… perché non è quello che mi mancava. Certo, la curiosità, ma niente di più.


Settembre 2003

Poi l'occasione è capitata il 10 settembre 2003 quando erano a Roma per il Coca-Cola live @ MTV. Li ho cercati per alberghi, ma senza impegnarmi, perché quel giorno tanto atteso è capitato proprio in un giorno in cui, per motivi personali, ero giù di morale. Diciamo che sono uscita solo per distrarmi… La sera sono andata allo spettacolo ma non mi sono addentrata nel pubblico, ho preferito posizionarmi dove passano gli ospiti. Quando li ho visti arrivare col pulmino, c'ero solo io… ed ero sola perché purtroppo la mia amica lavorava. Mi sono avvicinata per cercare di vedere Brian e lo vedo, di profilo, struccato, mentre rideva come una bambina… Per così poco mi ha emozionato da matti. Era la prima volta che lo vedevo da vicino, e quando vedo i miei idoli tremo, mentre quando ho fatto la foto ad esempio con Tom Cruise o Brad Pitt non mi sono emozionata così.
Li ho aspettati naturalmente all'uscita. Lo spettacolo è finito a mezzanotte ma all'1:00 ancora non uscivano, c'erano rimasti solo loro e tutti quelli della sicurezza si lamentavano perché non potevano aspettare i loro comodi… tanto che hanno deciso di andarsene! E questo è stato il bello, perché io ed una decina di altri fans ci siamo potuti avvicinare indisturbati accanto al loro pulmino. All'1:10 Brian è arrivato, ma il suo staff lo ha fatto subito salire sul pulmino. Pensavo fosse finita lì invece il pulmino è stato cinque minuti fermo, con lo sportello aperto (ed io gli stavo davanti) nell'attesa dei ritardatari, quindi ho avuto Brian davanti tutto il tempo. Un ragazzo gli ha regalato un cd, lui ha ringraziato. Tutti gli dicevano qualcosa, e lui ringraziava. Continuava a dire "Grazie", "Grazie per essere venuti", salutava, toccava mani, faceva autografi allungandosi per prendere l'occorrente (anche a me, e non riuscivo a credere di aver potuto interagire con lui…). L'ho trovato adorabile, dolcissimo, umile, disponibile, per quel poco che ho visto. Me lo immaginavo più sulle sue, più "diva", invece mi è sembrato una bambina, tutto piccolino… Stupendo! E mi ha aiutato ad emozionarmi ed a tirarmi su di morale.


Novembre 2004

Brian Molko sarebbe stato uno degli ospiti agli Europe Music Awards 2004 che si sarebbero svolti il 18 novembre 2004, un evento tanto atteso a Roma quanto poi deludente alla presentazione dei personaggi che ne avrebbero preso parte. Solo Brian mi interessava, ed ero elettrizzata al solo pensiero che molto probabilmente avrei finalmente avuto l'occasione di incontrarlo da vicino. Avevo fiducia nell'evento, io e i miei amici abbiamo dimestichezza con queste cose, per cui immaginavo che il suo hotel si sarebbe saputo, e la mia fiducia era alle stelle quando ho capito che gli ospiti sarebbero arrivati alcuni anche il 15, e se ne sarebbero andati dal 19 in poi. Ce la potevo fare. Poiché lui doveva premiare un vincitore, non per forza doveva arrivare presto, ma naturalmente io ed i miei amici con gli ospiti andavamo a fortuna. Dopo i primi due giorni di perlustrazione avevamo capito che gli ospiti si dividevano in quattro hotel e continuamente facevamo il giro di tutti per capire in ciascuno chi alloggiava, chi era arrivato. A volte siamo andati anche all'aeroporto per vedere qualcuno che arrivava. Siamo arrivati al 17 novembre e di Brian non si sapeva niente, nessuno lo aveva visto. Alla sera arriva una voce che lo indica in un hotel, vado ma poi l'informazione si rivela campata per aria, nessuno sapeva niente.
Il 18 novembre non succede niente per tutto il giorno, mi dedico agli altri ospiti dando ormai Brian Molko per scomparso, era incredibile ma ormai era una leggenda, solo lui e pochi altri non erano ancora stati "localizzati". Durante lo show vado a casa di una mia amica per riposarci. Vedere Brian in tv è stato stranissimo: era davvero a Roma, ma incredibilmente non avevamo capito ancora dove, eppure gli hotel usati erano quelli.
Verso le 23:00 con la mia amica ci ridirigiamo verso il centro, per assistere un minimo al ritorno degli ospiti dallo show, party after show permettendo, perché non sapevamo dove si sarebbero svolti e chi vi avrebbe partecipato. Andiamo fuori uno degli hotel dove ad una certa ora iniziano a tornare gli ospiti uno dopo l'altro. Lì alloggiavano Robert Smith dei The Cure, Brian McFadden, i NERD, Eamon, i Franz Ferdinand, i Maroon 5, Anastacia, Sharon e Ozzy Osbourne, Jamelia, Natasha Bedingfield, Andre 3000 degli Outkast, gli Articolo 31. Tornano a sorpresa anche i Muse che ho saputo fossero presenti a Roma solo in diretta guardando la loro premiazione come "Best alternative", premiati poi proprio da Brian con Amy Lee degli Evanescence. La cosa bella è che sono scesi dal pulmino con i bagagli ed il premio in mano. Il portiere dell'hotel non ci faceva avvicinare ma io ho fatto cenno al cantante, Matthew, se si poteva avvicinare per una foto, e lui si è avvicinato col premio in mano. E' stato fortissimo fare la foto con lui che reggeva il premio, che onore, anche perché poi è rientrato subito e quindi quella foto l'ha fatta solo con me! Mentre ero lì si viene a sapere dove alloggiavano i personaggi che ci mancavano, ora mancava solo di sapere dove fossero Kylie Minogue e Brian, ma ormai con il cuore in pace, e la speranza di beccarlo almeno il giorno dopo all'aeroporto, me ne sono andata alle 00:30 proprio per andare a dormire in vista dell'alzataccia dell'indomani.
Tempo dieci minuti e mi arriva un messaggio da una mia amica dicendo che era appena rientrato Brian Molko. Mi prende un colpo, me l'ero perso per dieci minuti, e lui era proprio lì, nell'hotel dove lo aspettavo io e dove si diceva alloggiasse nel gossip del giorno prima, anche se non lo credevo visto che i miei amici che ci hanno trascorso davanti ore ed ore non lo avevano mai visto. Mi racconta che si era fermato con i fans anche se non proprio volontariamente. Mi metto il cuore in pace, ormai lo avevo perso, meglio andare a dormire. Dopo altri dieci minuti mi telefona la mia amica disperata per me, perché Brian era riuscito ed ora era davanti a lei, e lo sentivo parlare. Mi sentivo male, che destino crudele, lo avevo tanto desiderato, ma ora i miei amici ce lo avevano a disposizione, ed io me lo stavo perdendo per la seconda volta. Incredibile. Mi racconta cosa avviene in diretta, ed io ci stavo malissimo a saperlo lì mentre io ormai ero sotto il portone di casa. Lui era in vena di scherzi e cosė ha fatto qualche battuta, da quanto mi hanno raccontato già non era molto lucido, ed ha anche scattato una foto alla mia amica prendendo la macchinetta di lei dalle sue mani (e vedendo la foto l'ha anche fotografata bene!). Poi la mia amica mi dice che stava andando a piedi per la strada, e che si era fermato poco più avanti. In quel momento prendo una decisione pazza ma istintiva, avrei preso il taxi e sarei tornata lì il prima possibile, non potevo andare a dormire sapendo che lui era in giro e sarebbe dovuto comunque tornare in hotel. Quando arrivo i miei amici erano tutti dispiaciuti per me, per il mio destino crudele. Subito mi raccontano come era andata, e mi dicono che era entrato in un locale pochi metri più avanti. Andiamo a controllare e lui si vedeva perché c'erano vetrate trasparenti. Stava seduto dando le spalle alla strada, fumava e parlava con uno, poi si è alzato per abbracciarlo e per andare a prendere da bere al bancone.
Anche se molti dei miei amici facevano avanti e indietro tra i vari hotel e party, non ero mai sola ad aspettare Brian, anche perché non ero l'unica ad essermelo persa precedentemente. La voce della sua presenza localizzata si era ormai sparsa tra gli "acchiappa vip" di Roma, era ormai il più ambito perché mancava a tutti incontrarlo… ma è stata una delle poche volte in cui io vedevo gli altri quasi come rivali: sta volta non ero lì come acchiappa vip, ma col cuore in mano, in veste di fan. Il party davanti a noi si svolgeva apparentemente dentro un pub e poco dopo, verso le 02:30, iniziano ad uscire i primi vip: Eamon, i NERD, Federico dei Tiromancino, i musicisti di Elisa (ma non so se lei fosse presente). La mia emozione ed ansia continua a salire. Alle 03:00 finalmente Brian Molko esce, da solo. Il mio amico gli chiede una foto insieme ma lui fa cenno di stare lontano voltando la testa dall'altra parte. Subito ho pensato che era finita. Invece stava pensando, e si avvicina ed inizia a parlare, anche se non aveva assolutamente voce. Si raccomanda più volte che si sarebbe fermato a condizione di non fare foto. Continuava a ripetere "No pictures". Che strano effetto che mi faceva, non riusciva a tenere gli occhi aperti e non aveva voce, era davvero vulnerabile, ci credo che non voleva lasciare testimonianze del suo stato. Il mio amico si fa autografare il CD. Mi sono chiesta se fosse il caso o meno di dargli in quell'occasione il ritratto che gli avevo fatto, visto che come tattica uso farlo per poi avere il coraggio e la scusa di chiedere la foto insieme, ma poi mi sono detta che dovevo approfittare di quell'occasione il più possibile, perché potevano non essercene altre, ed io non volevo fallire del tutto la mia missione. Gli do il ritratto dicendogli "Questo è un disegno per te", considerando che non connettendo in pieno era meglio specificare che si trattava di un disegno… Lui da subito si ferma, mi guarda stupito e mi fa cenno come per chiedere se l'ho fatto io, e gli rispondo si. Da quel momento inizia a parlarmi, guardandomi fisso e facendomi tanti complimenti che io facevo fatica a capire, non tanto per l'inglese, ma perché parlava con un filo di voce. Io continuavo a ringraziarlo, e lo fissavo emozionata. Mi guardava con quei suoi occhi con le palpebre mezze chiuse, mi chiedevo se davvero capiva, ma apprezzavo tanto il suo voler farmi capire quanto gli era piaciuto, l'ho visto che davvero ci teneva. Ed alla fine mi ha fatto anche un complimento in italiano dicendo "Molto bello". Io non finivo di ringraziarlo, e mi sono fatta autografare la mia fotocopia del disegno. I miei amici avevano iniziato una campagna in mio favore per convincerlo a fare una foto almeno con me, dopo tutto quello che mi era successo mi dispiaceva proprio non averla. Ma lui ha guardato il mio amico e con modo simpatico gli ha dato il ritratto in testa dicendo "Ho detto niente foto" e poi se ne è andato da solo a piedi all'hotel. E' stato incredibile. Certo, resta l'amarezza per non essere riuscita ad avere il ricordo più desiderato, la foto insieme, che i miei amici a cui non interessa hanno, ma pazienza. C'è sempre un motivo quando le cose accadono.

Quella notte ho potuto dormire solo tre ore, ma la voglia di concludere bene quest'avventura era più forte della stanchezza. Un ultimo sforzo e il 19 novembre vado all'aeroporto la mattina presto, con i miei amici. Lì sarebbe stato più facile vedere un po' tutti perché da lì dovevano passare, senza dovermi dividere tra i vari hotel. Certo, Brian poteva non partire il 19 e mi chiedevo se era meglio aspettarlo direttamente in hotel ora che finalmente sapevo dove alloggiava, ma se poi si fosse comportato male mi sarei persa tutti gli altri. La nostra scelta è stata giusta, ne abbiamo visti davvero tanti passare, arrivare, entrare, e tutti si sono fermati.
Ad un certo punto si ferma davanti a noi l'auto guidata da una persona che conosco, che mi fa cenno di avvicinarmi per parlare. In quel momento né io né il mio amico stavamo controllando gli eventuali vip in arrivo. E per fortuna che ero girata dalla parte giusta quando ad un certo punto mi sembra di vedere uno che assomiglia a Brian Molko così chiedo conferma al mio amico che mi dice che anche per lui era Brian. Aveva un berretto e degli occhiali ma con le lenti sfumate, non del tutto scure, e anche se era difficile riconoscerlo io conosco bene le sue fattezze incantevoli, mi sembra un elfo. Era fermo a parlare con una donna fuori la macchina, ed aveva già i bagagli scaricati intorno a lui… Chissà da quanto era arrivato, ed era un miracolo che non fosse già entrato ma si fosse trattenuto, perché era in anticipo, altrimenti non lo avrei mai visto e mai avrei saputo cosa mi ero persa. Il mio amico gli rivolge la parola dicendo "Ti ricordi ieri sera…". Io ero a disagio, non sapevo come avrebbe reagito, ma prendo coraggio e continuo la frase dicendo "ti ho dato un ritratto", anche se io l'inglese praticamente lo capisco ma non lo parlo, invece mi è uscito. Lui stava piegato a cercare le sigarette nella borsa per terra e non ci aveva ancora guardato, ma alla parola "ritratto" si alza, mi guarda, e finalmente con la voce mi fa ancora complimenti dicendo che sono bravissima e il disegno gli è piaciuto tanto. Ed alla fine dice "ce l'ho qui nella borsa" e ne indica una chiusa per terra… Che emozione! La sera prima sembrava non connettere tanto, ed invece lo aveva davvero apprezzato! Il mio amico gli chiede se era possibile fare una foto insieme, lui dice sì, ma prima stava frugando ancora nei bagagli, forse per l'accendino. Io nel frattempo avevo voglia di dirgli altro, tipo che la voce era migliorata, ma non sapevo come si dice, così gli ho detto "la voce" indicando la gola, e lui ha detto che si scusava ancora per non avere voce, anche se a me sembrava averla quasi normale. Il mio amico che ci avrebbe scattato la foto mi dice che dovevamo girarci perché eravamo in controluce, allora io non sapendo come dirglielo mi sono spostata e gli ho detto "puoi…" e gli ho fatto il cenno di girarsi. Lui ha sorprendentemente capito tutto, mi ha seguito mettendosi accanto a me e indicando il cielo ha detto "la luce". E io ho confermato. Poi anche il mio amico fa la foto con lui e ho visto che Brian in posa fa una faccetta dolcissima. Lo ringrazio, non sapevo come dimostrargli quanto ero incantata, gli ho detto "You are so nice" e mi è venuto di mandargli un bacio con la mano. Lui carino mi ha risposto subito dicendo "Ciao" e salutando con la mano. Per un po' è restato fuori a fumare la sigaretta, ma non l'ho mai fotografato perché non volevo infastidirlo, era stato fin troppo carino con noi, e per rispetto non sono neanche entrata a guardarlo fare il check-in. Gli avrei voluto dire tante cose, ma per come sono fatta io non potevo pretendere più di così. Erano le 13:50 ed ho poi saputo che aveva il volo alle 16:00, ma a causa dello sciopero dei controllori di volo è partito verso le 18:00. Queste info me le ha date la mia amica loro fan, che coincidenza lavora in aeroporto e quel giorno č riuscita a vedere Brian, anche se io non sapevo neanche fosse di turno. Ci siamo sentite per telefono appena lo avevo visto, le ho raccontato la mia esperienza e lei mi ha detto che infatti dentro si era sparsa la voce che Brian fosse stato avvistato al ristorante. Lei è andata e lo ha visto, in un autogrill dove può andare chiunque, non solo i passeggeri. Mangiava gnocchi al tavolo con la donna che avevo visto io, e nessuno aveva la più pallida idea di chi fosse, solo lei lo ha riconosciuto e si è avvicinata per dirgli due parole, la prima volta che riusciva a parlargli. Lui è stato gentile e dolce, lei imbarazzatisima non ha potuto neanche fare una foto perché non aveva la macchinetta. Poi è andata via ma quando era ora che lui salisse sull'aereo lo è andata a guardare all'imbarco da lontano, credendo di non essere vista o per lo meno riconosciuta… Invece lui l'ha vista e l'ha salutata di sua iniziativa. Non finirà mai di stupirmi. E non mi importa se la sera prima mi sono persa l'occasione di fare una foto con lui mentre è il personaggio pubblico per cui lo si conosce, truccato, senza berretto ed occhiali e su di giri, perché io ho fatto un'esperienza tutta mia, dove ero l'unica fan. Ho dovuto gestire da sola la situazione e sono orgogliosa di aver fatto tutto da sola, cosa non facile per una timida come me. Ho avuto modo di incontrarlo al naturale ed ho sentito la sua dolcezza, e soprattutto ho saputo che il mio ritratto gli era davvero piaciuto e se lo stava portando via. La soddisfazione più grande.

Irene


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