DICEMBRE 2005
30 dicembre 2005

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27 dicembre 2005

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21 dicembre 2005

Stamattina Woody Allen, Scarlett Johansson e Jonathan Rhys-Meyers hanno fatto la conferenza stampa e le interviste in hotel. Nel frattempo Josh Hartnett è uscito da solo per andare a pranzo. Poi Woody Allen e Jonathan Rhys-Meyers sono partiti. La coppia è rimasta, come ci avevano detto ieri quelli dello staff. Io comunque oggi non sono andata, queste cose me le ha riferite un mio amico.

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20 dicembre 2005

Oggi giornata piena di vip. Stasera era prevista la premiere di Match Point, ed erano per cui attesi Woody Allen, il regista, con la moglie e i figli, e gli attori Scarlett Johansson e Jonathan Rhys-Meyers. Le mie amiche sono andate ad attenderli all'hotel prima di me, e li hanno visti arrivare, alle 15:30. A sorpresa però è arrivato anche Josh Hartnett, fidanzato di lei, ma noi che non seguiamo il gossip non sapevamo lo fosse! Era capitata la stessa cosa quando a sorpresa Tom Cruise si era presentato per la prima volta con Katie Holmes, quando ancora non lo sapeva nessuno. Josh e Scarlett infatti pare non siano ancora ufficiali, tanto che per non essere fotografati insieme dai paparazzi usano auto separate.
Al cinema eravamo quasi solo noi come fans, davvero non c'era pubblico. Prima sono arrivati i vip italiani: Christian De Sica con la moglie, i premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, Dario Argento, Alain Elkann, Pierfrancesco Favino, Alessio Boni, il principe Giovannelli, Carlo Vanzina, Roberta Beta, Irene Ferri, Jacopo Gassman, Demetra Hampton, Franco Di Mare, Daniela Rosati, Eliana Miglio. Poi arrivano finalmente gli attori del film. Jonathan Rhys-Meyers si è fermato con tutti, disponibile e simpatico come sempre. Parlava quasi sempre in italiano, molto carino e sorprendente, Woody Allen ha fatto le foto anche con Oreste Lionello, suo doppiatore italiano. Scarlett Johansson è arrivata senza Josh ma per ultima, in ritardo di molto, perché era tornata indietro a cambiarsi le scarpe abbiamo saputo. Mi è sembrata antipatica e vanitosa, sia per non essersi fermata con chi la chiamava che per l'atteggiamento che aveva con i fotografi mentre era in posa per le foto. Inoltre era l'unica del cast, regista compreso, ad avere l'auto con i vetri scuri, più due auto per lo staff, e varie bodyguards per proteggerla da non si sa chi, visto che qui non la conosce nessuno.
Abbiamo capito dallo staff che sarebbero andati al ristorante lì dietro, così li abbiamo anticipati prima che uscissero dal cinema. Jonathan Rhys-Meyers si è fermato con tutti, adorabile, Woody Allen ha fatto un autografo ed una foto, Scarlett Johansson non voleva fermarsi ma un mio amico l'ha convinta a fare una foto dandogli un regalo, così ha fatto anche un autografo. Abbiamo capito che Josh Hartnett sarebbe arrivato poco dopo, e così è stato. Aveva un berretto di lana, ed è entrato sparato dentro.
Si moriva di freddo, e per fortuna che per passare il tempo è capitato che per due volte è uscito Jonathan Rhys-Meyers sulla soglia della porta per fumare. Eravamo dietro delle piante, per non infastidirlo, lo sentivamo parlare in inglese, ma lui sapeva che eravamo lì tanto che in un discorso sulle fans ha detto che le "number one" erano lì, ed ha fatto il segno indicando dalla nostra parte. Io non sono sua fan ma devo dire che per le mie amiche deve essere davvero una bella soddisfazione, anche perché quando oggi era arrivato in hotel lui le ha riconosciute (lo avevamo incontrato a luglio sul set di Mission Impossible: III).
Come strategia, con un mio amico, decidiamo di aspettarli in hotel mentre le mie amiche li aspettavano lì, così ci sarebbero state più possibilità di fermarli, se avessero visto meno gente. Invece i due "difficili" non si sono fermati ugualmente da nessuna parte. Josh Hartnett è entrato dritto nonostante il mio amico lo stesse chiamando, Scarlett Johansson è entrata nonostante il mio amico avesse un mazzo di fiori per lei, che ha visto. Io ero contenta così, a me lei non interessava ma di lui ci tenevo ad avere anche solo il ricordo di una foto mentre passa, come prova che l'ho visto, e così ho fatto. A Roma infatti era venuto solo nel 2002 mi pare, per la presentazione di Black Hawk Down, premiere passata inosservata da me perché ad un giorno di distanza da una di Tom Cruise. Il mio amico invece era restato deluso dalla serata, quindi mi propone se mi andava di andare ad aspettare gli attori che uscivano dal Teatro Sistina. Era in scena uno spattacolo con Michelle Hunziker e Luca Ward, e proprio oggi passando lì davanti avevo detto alle mie amiche che avrei voluto tanto incontrarlo, perché è il mio doppiatore preferito, adoro la sua voce nei miei film preferiti, Il Corvo e Matrix. Siamo arrivati appena in tempo per vedere uscire gli attori, così i fiori il mio amico li ha dati a Michelle che è stata gentilissima, ed anche Luca è stato davvero disponibile e cordiale. Io quindi sono davvero soddisfatta della serata.

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18 dicembre 2005

Ieri Melanie C, ex Spice Girls, era a Roma per partecipare a Telethon, non sono andata perché un mio amico suo grande fan ci teneva ad incontrarla da solo, anche perché senza di lui non avrei neanche saputo che lei arrivava, quindi avendola già incontrata sono stata contenta lo stesso di non vederla.
Oggi invece è arrivato Simon Webbe dei Blue per partecipare a Domenica In. Arrivava stamattina e ripartiva subito dopo la trasmissione, ma andare a cercarlo sta volta non mi andava.


14 dicembre 2005

L'altro ieri c'è stato il concerto a Roma di Lee Ryan. Questa volta scoprire il suo hotel era più difficile quindi, visto che lo avevo già incontrato tante volte, e sta volta pioveva pure, ho deciso di non uscire proprio di casa. Ieri aveva il giorno libero ed è partito con il tour bus che usa in questo tour, per questo non sono neanche andata all'aeroporto.


05 dicembre 2005

La mia collezione di ritratti autografati (fotocopie di ritratti autografati, perché i ritratti originali li regalo al personaggio interessato) sta diventando numerosa, così ho deciso di metterla online in una sezione che si raggiunge dalle pagine dei Ritratti. Ecco la mia Collezione di ritratti autografati.


01 dicembre 2005

Ancora non posso crederci, che sono riuscita a realizzare uno dei miei sogni, incontrare uno dei miei idoli: Mark Owen, ex membro dei Take That. Sembra strano detto da me, che sono abituata ad incontrare personaggi davvero famosi, amati da tutti… Ma mi sono proprio resa conto che avere davanti, materializzato, chi era sui miei poster di adolescente sedicenne, ha tutto un altro sapore. E' tutta un'altra emozione perché sono passati undici anni, di cui gli ultimi nove pensando che non sarebbe più venuto a Roma, per cui le probabilità di incontrarlo erano pari a zero. E' stato bello averlo davanti, da vicino, ora che sono grande e consapevole, e mi ha fatto rivivere le emozioni tornando sedicenne per una sera. Non sono mai stata una fan accanita di qualcuno, ma i Take That, pur non facendo parte del mio panorama musicale, hanno fatto parte della mia vita perché sono stati parte integrante della mia adolescenza.
Non sapendo dove alloggiava siamo andate direttamente al luogo del concerto. La fortuna ha voluto che quando siamo arrivate noi, alle 16:40, appena scese dalla macchina, la sua auto ci è passata accanto, lui l'ho riconosciuto subito. Siamo subito tornate ragazzine, lo abbiamo seguito a piedi per tutto il tratto di strada fino all'entrata, c'eravamo solo noi, e poiché c'era traffico ci salutava ogni volta con la mano. Io, proprio come facevo allora, dieci anni fa, non ho scattato foto, mi sono bloccata, sorpresa da questa interazione mai avvenuta prima. Tutte eccitate da questo buon inizio ci siamo messe in fila per entrare. Lui ogni tanto usciva nel cortile per fumare una sigaretta, e si faceva vedere salutando. Poco prima che ci facessero entrare lui è uscito, passando in mezzo a noi, per andare a cena credo. Il concerto è iniziato alle 22:45 anziché, alle 21:00 come scritto sul biglietto, quindi la stanchezza e la noia si facevano sentire, anche perché io avevo avuto la febbre fino a due giorni prima, ed avevo la bronchite. Finalmente inizia, un ora di canzoni sue più Could It Be Magic, emozionantissima, per ricordare i Take That, e No Regrets per ricambiare il fatto che Robbie Williams ha cantato una sua canzone nei suoi concerti. Come genere musicale il suo non mi piace, ma era bello vederlo soddisfatto, concentrato, preso dalla musica, uno spettacolo intenso e travolgente.
Alla fine, prima di uscire, si è fermato a firmare qualche autografo, si sarebbe fermato con tutte per quanto ci tiene. Le mie amiche hanno tentato di seguirlo. L'amica che guidava la macchina dove stavo io non c'è riuscita, ma altre sì. Ci hanno detto qual'era l'hotel dove alloggiava, sconosciuto, non lo avremmo mai trovato. Arriviamo lì alle 02:00 e ci dicono che si era fermato con tutte, una quindicina di ragazze, facendo foto e autografi con calma. Io non riuscivo ad immaginarmelo, e mi dispiaceva essermelo perso per poco. Lo avrei visto quando partiva, ma poi si viene a sapere che sarebbero partiti dopo tre ore. Dopo poco Mark scende nella hall, ma noi non potevamo entrare. Ci saluta e ci manda baci. Passano pochi minuti e si affaccia alla finestra della sua camera, al secondo piano, per fumare. E si mette a parlare con noi. Dice che sarebbe partito alle 05:00 e che quindi ora andava a dormire. Poi una mia amica gli ha detto che noi avevamo dei ritratti da dargli, lui ha detto che potevamo darli ad uno del suo staff che intanto caricava i bagagli, ma noi abbiamo detto che li volevamo dare a lui. Allora dice "dateli a lui ora, o a me domani". Le ragazze fanno battute ed altri discorsi tra cui se i Take That riuniti sarebbero venuti in concerto anche in Italia, e lui ha detto che non lo sa. Ha spento la sigaretta sul muro, poi ci ha dato la buonanotte e dopo un po' ha spento la luce. Noi non potevamo perderci quast'occasione, e se pazzia doveva essere, che pazzia sia, la volevo vivere fino in fondo, quando ricapitava. Siamo rimaste io, le mie amiche e poche altre, dimezzate rispetto a prima, ad aspettarlo. Anche se ero malata, ma sentivo che se fosse andata bene sarebbe stato ancora più bello. La malattia sarebbe guarita e i ricordi sarebbero restati.
Lo abbiamo aspettato in macchina, per ripararci dal freddo. Ed alle 04:30 in punto si accende la luce della sua camera. Noi scattiamo in piedi, pronte. Le ragazze avevano comprato cornetti caldi per accogliere lui e la band. Sono stati un pensiero graditissimo da tutta la band, che aveva iniziato a scendere e mettersi nel pulmino. Erano le 05:00 passate, mancava solo Mark. Eccolo. Si ferma con delle fans dentro e ci fa cenno di entrare. Diciamo che non potevamo e lui carino si gira verso la Reception a fare una boccaccia perché non era daccordo. Poi invece chiediamo ad un signore che, saputo della richiesta di Mark stesso, ci fa entrare. Mi sembrava incredibile, si è concesso a tutte con calma, e quasi non riuscivo a scattare foto. Gli ho dato i due ritratti che avevo fatto dieci anni fa, e lui guardandomi mi ha chiesto se li avevo fatti io. Poi ha fatto la battuta "Questo sono io quando ero giovane e bello". Mi sono fatta autografare le fotocopie e mi ha chiesto il nome, gli ho fatto lo spelling. Mi ha scritto due dediche diverse, di cui una bellissima "Grazie per il tuo tempo". Abbiamo fatto la foto insieme e poi lo avevo lì di profilo, tutto mio, e gli ho dato un bacio sulla guancia. Non ho resistito, mi è venuto spontaneo, che bene che gli voglio! E' stato adorabile, dolce, paziente. Tutto perfetto, un sogno. Poi è uscito ed era carino come un bambino, nel pulmino, mentre mangiava i cornetti e si leccava le dita. E' andato, ma quest'avventura la terrò per sempre nel mio cuore.

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Ieri sera c'era anche un altro concerto, quello di Michael Bublé. C'è andata una mia amica, sua fan accanita, che grazie ad una rosa che gli ha regalato durante lo spettacolo, l'ha fatta salire sul palco a ballare con lui. Io non mi sono potuta dedicare a lui perché altrove, come detto.
Ieri era a Roma anche Patrick Swayze, ma siamo stati tutti impegnati a fare altro. Oggi avrebbe dovuto registrare la sua partecipazione a C'è Posta Per Te.


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